A Casa Di Giovanni

Era un giorno di un caldo giugno, nell'estate tra la prima e la seconda media. Il mio migliore amico Giovanni mi chiamò per invitarmi a casa sua nel pomeriggio per approfittare insieme a Tommaso, altro nostro amico, della sua grande piscina. Arrivato a casa sua sua madre mi accolse con un sorriso, e salutandomi mentre usciva dal cancello, per andare a fare delle commissioni che l'avrebbero tenuta occupata tutta la giornata. Giovanni e Tommaso mi aspettavano al piano superiore, pronti per il primo tuffo dell'estate. Entrato in camera mi salutarono e senza aspettare nemmeno un secondo ci spogliammo per metterci il costume, già io ed i miei amici ci eravamo visti nudi, ma in quel particolare giorno la vista dei loro cazzi ormai maturi, abbastanza grandi per appartenere a dei quattordicenni ci eccitò a vista d'occhio, tanto da far crescere i nostri peni sotto al costume. Preciso che eravamo tutti etero, ma forse ciò che ci eccitò fu il pensiero del discorso che pochi giorni prima avevamo fatto sulle seghe di gruppo. Come avrete capito non ci vergognavamo affatto a farci vedere senza vestiti, tanto che quando proprio faceva caldo, girare nudi per casa era diventato una sorta di obbligo, che sfociava nei discorsi più sconci sentiti e nelle gare periodiche del pene più lungo. Giovanni, visti i peni miei e di Tommaso da sotto i pantaloncini del costume disse: "Nessuno è in casa, quindi nessuno ci può vedere, che ne dite di fare il bagno nudi?"
"Dev'essere una sensazione bellissima" replicò Tommaso.
In un batter d'occhio eravamo spogli a fissarci nello specchio. Eravamo dei bei ragazzi: muscoli addominali molto pronunciati, occhi chiari e alti. Scendemmo in cortile e ci tuffammo di testa in quel paradiso di piscina. Giovanni era un riccone, si era persino fatto costruire una sorta di cinema davanti alla piscina, per potersi godere la TV stando sdraiato in acqua. La sua casa era isolata dal reso della città, relax più totale. Mentre giocavamo nudi nell'acqua, come accadeva spesso ci trovammo a discutere delle tette e dei culi delle più famose pornostar e di chi avesse le migliori credenziali per una scopata forte in culo.

In un batter d'occhio i nostri peni erano duri come il marmo è quasi ci tenevano a galla nell'acqua. Tommaso, uscito dall'acqua e sdraiatosi sul lettino col cazzo all'aria, chiede a Giovanni di mettere un porno sulla sua TV al plasma.
Dopo averlo preso per il culo Giovanni lo accontentò, confessando di avere anche lui un certo desiderio di masturbazione. Quando il logo di brazzers spuntò sullo schermo al plasma, Giovanni entrò in casa dicendo che andava a prendere una cosa.
Tornato in cortile, aveva in mano tre tubetti di lubrificante, sequestrate direttamente dall'armadio dei suoi, che credevano di averle nascoste per bene. Ne distribuì una a testa e tutti spalmammo una grande quantità di liquido sui nostri peni eccitati. Non ci eravamo mai masturbati in compagnia ma iniziammo senza molti indugi a giocare liberamente con le nostre cappelle. Mente nella TV una troietta bionda stava succhiando il cazzo di uno stallone, mi accorsi che la mando di Giovanni che si era sdraiato in mezzo a me e Tommy, si allungava come per impugnare la mia asta e iniziare a menarla in su e in giù. Godevo come un porco. Non credevo che fosse quella la sensazione di una sega da parte di un amico. Il porno finì, noi ci mettemmo in cerchio e decidemmo che ognuno doveva, con le sue mani, masturbare il cazzo di quello seduto alla sua destra. Dopo pochi minuti tutti e tre venemmo, ma, non avendo a disposizione della carta con cui pulirci ci arrangiamo da soli. Mi avvicinai a Tommaso spalancai la bocca ed iniziai a spompinarlo, ripulendolo dal suo bianco semes. Una volta finito, Giovanni fece lo stesso con me e Tommy con lui. Ci era piaciuto sentire i nostri corpi a contatto, e per questo decidemmo di infilarci insieme sotto la doccia per lavare i nostri corpi muscolosidal sudore accumulato nella eccitante giornata. Sotto la doccia ci confessammo, era stato un bel momento che aveva segnato la nostra amicizia. Dopo esserci detti quanto ci volevamo bene, ci rivestimmo e Tommy disse le ultime parole infilando il suo pene bagnato in nuovi boxer: "Ragazzi, a fare le seghe siete bravissimi"

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