Poesie Di Dominazione Gay

Le poesie d’amore del poeta gay
Amoroso

Amoroso maschiaccio nero di pelo e tosco,
ti porterò senza parlare alla strada del bosco.
Anche se ancora il tuo nome ignoro,
già le tue virili forme adoro.
In fondo alla strada troveremo dei puttanelli il bordello.
Non temere vedrai che far con loro l’amore è bello.
Ma prima di loro voglio essere io a darmi.
In bocca puoi col tuo grosso bastone penetrarmi.
Con la bocca piena del tuo seme a caldo e pastoso,
ti offro in regalo capezzoli e culetto voglioso.
Strizzami le tettine con la destra e le dita della sinistra ne buchino fai entrare.
Prima lentamente ruotare e poi quando sbavo di piacere mi puoi brutalmente allargare.
Che dico, senza pietà sfondare perché il tuo cazzo senza fatica nel buchino possa entrare.
Sottomesso sarò il tuo maschietto amoroso di farti godere desideroso.
Potrai di tutto farmi come desideri usarmi.
Poi sbattuto come una troietta potrai di caldo seme spalmarmi.
Ti chiedo solo se pensi di amarmi, con la tua mano vigorosa brutalmente l’uccello menarmi
Tradimento
Come hai potuto ? mostro schifoso,
Nudo ti ho trovato di sozza femmina ancora odoroso.
Il tuo nodoso bastone che grida soddisfatto è tutto ammosciato.
Lui che per mese duramente mi ha penetrato.
A lui il mio vergine culetto avevo offerto,
tenendolo per il tuo piacere ben aperto.
Pazzo di amore godevo mentre mi fecondavi
e con le possenti mani i capezzoli mi schiaffeggiavi.
Io ero il fodero in cui con gusto menavi la tua spada,
e depilato ti offrivo la mia peluria rada.
Così che tu fottendomi con ardore
A me femminuccio, pensassi con amore.
Standoti sotto, passivo alla tua lussuria con gioia obbedivo.
Dei tuoi forti colpi nel mio buchino sospiroso gioivo.
Tornai quella sera per mostrarti quanto per amor tuo mi ero ornato.
Le palle con anelli avevo inanellato, i capezzoli forato.


Speravo che a loro mettessi degli anellini che le tue mani potessero tirare
Mentre in ginocchio la mia bocca ti facevo gustare.
Sul pube e sul culetto in tuo onore
Avevo tatuato sono del mio amore.
Ma quanto , nudo la porta spalancai per fermi come tuo schiavetto ammirare,
ti trovai con una baldracca a scopare.
Se al mio corpo innocente,
preferisci la sozza femmina incontinente
Addio,
mi riprendo il corpo mio

Poesia oscena
Fu nella notte molto afosa
che la bestia di libidine odorosa prese a possedermi senza posa.
Urlai umiliato, per il mio dolore,
Taci disse lei ridendo. Questo è amore.
Sazia, si ritrasse lasciando il mio tremante corpo fremente.
Non m’inganni, disse. Non sei tremante, ma godente.
A me, ansioso ma curioso, dimentico del pudore ti sei dato
Per scoprire com’è dolce dento te il peccato.
Ipocrita! Ciò che è stato è stato,
con ardente passone e forza ti ho penetrato
e per questo, a me grato, femminuccio sei diventato.
Cindy umiliato




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