Nonne Porche 3

Ammetto di avere una certa passione per le storie porno di vita vissuta specie quando riguardano cose successe qui in paese. Già qualche giorno fa quando nonna mi ha raccontato della Signora Assunta che ogni martedì con la scusa di andare a caricare il furgone ai mercati generali si fermava a trovare i ragazzi neri che dormivano lì vicino mi è venuto un bello duro.
Questa napoletana nanetta e bruttina, sempre seria nel suo negozio di frutta e verdura che prendeva cazzi neri a volontà.
Anche più di uno alla volta visto che qualcuno aveva fatto un filmino col cellulare e anche se non si vedeva la faccia tutti sapevano che era lei con un cazzo per buco a farsi riempire come una zampogna.
Da quel giorno quando passavo in piazza la guardavo e pensavo sempre a quanto potesse essere sfondata sotto.
Così ansioso di sapere le peripezie di Selma mi sono già messo comodo in poltrona nudo e aspetto zia Olga che arriva poco dopo, mi scivola in braccio, se lo guida dritto nella pancia e soddisfatta della penetrazione inizia a raccontare.
Se è bello ascoltare una storia porca, ascoltarla mentre fotti lo è molto di più.
“Ti dicevo. La Selma è sempre stata una stronza e una baciapile. Ha litigato con un sacco di gente nel paese. Quella che aveva il marito che parcheggiava la macchina davanti a casa sua e lei non voleva, quello che le metteva l’immondizia davanti a casa, quello che passava col cane e lei diceva che le pisciava sul muro di casa.
Insomma sempre stata una che ne ha un po’ per tutti. È proprio cattiva dentro. Infatti non si perde una messe, quella delle sette della domenica, quella delle dieci e anche quella delle cinque e al giovedì va anche a quella e si confessa.
Sai come si dice no? Se hanno così tanto bisogno di andare sempre a parlare col prete qualcosa di sporco lo hanno fatto” sorride zia che in chiesa non ci va mai.
“Dici che era allegra?”.
“Non si sa. Non è mai stata bella e alla fine si è sposata con un ex pecoraio sceso dalla montagna con un po’ di soldi da parte.

Lei faceva la sofisticata ma lui sempre pecoraio era in più era anche messo male li sotto”.
“E tu questo come lo sai?” chiedo subito.
“Ma sai io ero giovane e bella e qualche marchetta la facevo ogni tanto”.
“E ti sei fatta il pecoraio?”.
“Si per soldi e col preservativo. Piccolo, corto e veloce” e ride.
“Zia quanto sei porca” annuisco mentre lei si muove lentamente sul mio cazzo di marmo.
“Comunque sia ala fine gli nasce sta figlia. Marina, che conosci anche tu”.
“Un cesso!” dico subito.
“Sempre stata. Ha preso tutto dal papà. Anche le tette visto che è piatta”.
“In compenso ha una bella panciona” .
“Obesa e piatta.... Comunque sia sarà stato perché non se la chiavava nessuno o magari solo per far dispetto alla madre comincia a passare tanto tempo con la Celestina che era un altro ragazza non proprio ben riuscita. Alta due metri, grossa, bruttarella. Magari avranno iniziato per gioco ma dopo un po’ correva voce che fossero diventate più che amiche”.
“A lesbiche!” esclamo attizzato visto che io la Marina la vedo quasi ogni giorno quando vado a spasso per il paese.
“Così un giorno capita che due anziane del paese che ormai sono morte passano per caso dal viottolo che c’è dietro al cimitero. Sentono dei rumori strani che sembrano urla. Pensano che ci sia bisogno di aiuto e vanno a vedere. E chi trovano? La Celestina e la Marina”.
“Nude?” chiedo ansioso.
“Peggio. Una è nuda del tutto mentre l’altra ha solo la maglia ma la cosa peggiore è che nell’orto ci sono le zucchine capisci” e ride.
A me diventa di marmo “si ficcavano dentro le zucchine?”.
“Si, la Celestina ne aveva addirittura due, uno davanti e uno dietro”.
“Ma porca.....” sussurro mentre sollevando il culo di zia con le mani a coppa glielo sfilo dalla fica bagnata.
“Che fai....?” domanda.
“Mi è venuta voglia di culo”.
“Piano però”.
“Tranquilla sei bagnatissima” infatti le sguscia fra le chiappe su nello sfintere quasi senza spingere”.

“È così erano lì a ficcarsi dentro le zucchine” riprendo invitando zia a continuare.
“Forse anche una melanzana, non è certo. Comunque le due anziane le vedono e urlano come matte... Porcone, depravate, vergogna, vergogna.....”.
“Potevano buttarsi in mezzo e fare una maialata” faccio notare io.
“No no quelle due erano davvero frigide. Le chiamavano le badesse pensa un po’. Fosse stato per loro il sesso si sarebbe dovuto fare solo per concepire e poi ancora. Ci stavano tutti attenti perché una era la nonna del sindaco e se ti puntava eri finito. Ormai sono morte”.
“Meglio così... a me interessano solo le nonnine attive” rido io mentre muovo piano piano il bacino e il mio cazzo va su e giù piano piano nel suo culone.
“A quel punto viene il bello perché le due provano a scappare. La Celestina ancora tutta nuda corre su per la collina e infatti la vede un contadino che faceva il fieno e ci scommetto che si sarà fatto chissà quanti segoni a vedere quella cicciona che corre nuda nel prato coi tettoni che ballonzolano in allegria. La Marina invece scappa dalla parte opposta, ha ancora la maglia ma sotto è nuda. Si butta verso il muretto del cimitero, lo scavalca e prova a seminarle da quella parte. E qui viene il bello perché se scavalchi quel muretto, tu lo sai, arrivi dove ci sono i loculi. Guarda caso proprio i loculi dove hanno sepolto il Mario padre della Marina. E chi, proprio in quel momento era lì a cambiare l’acqua ai fiori al Mario?”.
“Non mi dire che c’era sua madre”
Zia Olga se la ride di gusto (anche perché sta godendo sotto) “proprio lei. La figlia mezza nuda che le piomba davanti lasciandosi cadere dal muretto e c’è di peggio.
Intanto la Selma non era sola ma con la Malvina e la Ceresita che penso conosci”.
“Due stronze emerite lo so. Sono sempre sedute sulle panchine davanti al municipio e ne hanno per tutti” dico.
“Esatto. Quindi capisci anche tu che con quelle due che la vedono tanto valeva che faceva un manifesto.
Anche ben non l’avessero riconosciuta le due badesse ci avrebbero pensato la Malvina e la Ceresita a spargere la voce. Ma in più non è solo con la miciona in bella vista, nella fretta aveva ancora lo zucchino dentro”.
“Tipo avesse un cazzo!”.
“No no, gli era proprio entrato tutto dentro e infatti non usciva più. Appena hanno trovato il modo per coprirla la Selma l’ha fatta andare al pronto soccorso”.
“Immagino il chirurgo e le infermiere quando le ha detto che aveva una zucchina nella fica” rido.
“Bhe hanno sentito di peggio. Anni prima la suor Prospera è andata a farsi togliere la maniglia di una porta”.
“Ma dai! Scherzi” sbotto io.
“Quelle belle maniglie di ottone belle lunghe. Ne aveva trovata una non si sa dove e la usava per il suo piacere. Probabilmente ha spinto troppo e le è entrata tutta dentro. Capita”.
“Si ma era una suora” obietto.
“E tu pensi che suore e preti non si masturbino?” domanda zia.
“Sinceramente non ci ho mai pensato. Solo una volta ho visto una suora e mi sono domandato se era in reggicalze o in collant”.
“Di solito hanno le autoreggenti molto spesse 60/80 denari” dice zia.
“E tu come lo sai?” chiedo.
“Ho visto una suora nuda...” dice lei tranquilla.
“Ma cazzo zia quanto sei troia!” sbotto.
Il cazzo pulsa sempre più forte. Non resisto, le vengo nel culo copiosamente.
“Non avevo finito la storia” obietta Olga sentendosi tutta piena di sperma sotto.
“Bhe ma anche io mica ho finito lo sperma zia. Se vai avanti così mi sa che ne faccio una seconda”.
Lei muove il culone come se volesse farlo entrare meglio o saggiarne l’effettiva durezza residua. Non per vantarmi ma il primo schizzo non piega la mia asta ne riduce la mia voglia quindi ho un bel palo ancora turgido fra le sue chiappe.
“Adesso viene il bello. Dunque come ti dicevo sua madre, le due amiche e le sue badesse l’hanno vista tanto più con quel coso ficcato dentro. Insomma tipo due giorni dopo nel paese anche i sassi sanno cosa è successo.
Quindi cosa fa la Selma? Si studia che la Celestina è il diavolo e ha indemoniato la Marina. La fa andare in un convento dove dicono che fanno gli esorcismi, fa dire messa per lei e soprattutto tira tante di quelle badilate di cacca sulla Celestina e la sua famiglia che alla fine non potendone più questi poverini chiudono in fretta e furia la panetteria e tornano in Veneto”.
“Questo non è molto eccitante però” obietto io comunque intento a farmi la seconda di fila.
“No, non lo è. Però ti dice quanto è stronza la Selma”.
“Da metterglielo in culo a secco” dico io.
“E bravo. Non sarebbe una brutta idea” ride la zia e la cosa credo la ecciti perché un rivolo le cola dalla fica giù verso i miei coglioni.
“A saperlo oggi invece di pisciare... te lo immagini se la inculavo”.
“Ummm si avrei riso di gusto. Però, una cosa, stai attento con la Selma, specie se sei da solo. Quella è capace di farsi scopare e poi dire che l’hai stuprata”.
“Dici?”.
“Capacissima. Se mai dovessi fare qualcosa mi raccomando di starci attento. Fai sempre in modo che sia chiaro che lei ci sta”.
“E come scusa?”.
“A non so. Non ne ho la più pallida idea. Sei tu che vuoi farti quella lavatrice mica io”.
“Zia ma ti ho offesa? Cioè lo so che tu sei mille volte meglio di lei. Tu sei una gran fica, quella non ha neanche le tette grosse”.
“No no, non mi sono offesa tranquillo. Avessi un pisello me la sarei inculata anche io”
“Tu sei un po’ sadica vedo zia?”.
“Non con te. Comunque si, un po’ mi piace dare. Penso che tua nonna te lo abbia accennato”.
“Del cazzo a cintura... si me lo ha detto e me lo ha fatto vedere”.
“Ti ha eccitato?” mi chiede.
“Ho pensato che una volta potremmo fare una doppia penetrazione con nonna. Secondo me lo gradirebbe”.
“Anche secondo me” mugola zia che sta venendo di nuovo.
“Mi piacerebbe tanto provarci” insisto io.
“Si lo sento, lo sento da come è indurito. Cazzo come è gonfio.... Godoooooooo” ulula zia.
Si getta in avanti restando poggiata sulle mani in piena pecorina. Mi alzo, mi aggancio ai suoi fianchi e stantuffo come se non ci fosse un domani.
Arriva l’orgasmo anale. Zia lancia un urlo di piena soddisfazione, poi ululo anche io e le faccio il pieno ancora una volta...

Ci rimettiamo in forze, beviamo una birra gelata nudi sul divano. Zia ha un asciugamano sotto al culo perché continua a colare. “Non ti ho detto il finale della storia”.
“A c’è pure un finale? Allora vuoi che facciamo il tris?”.
“Hai presente la Ciuciu?”.
La conosco bene. È la perpetua del parroco. Una stracciacazzi immane. Si chiama Agostina ma tutti la chiamano Ciuciu perché quando inizia messa si volta e fa segno con dito di far silenzio dicendo “Ciuciu fate Ciuciu”.
“Dici che il prete la monta?” chiedo spavaldo.
“Non credo Don Luca è un frocione lo sanno tutti. A lui piace più dare che avere capito?”.
Risatina mia. Un po’ lo immaginavo.
“Per fartela corta. La Stella resta chiusa in casa qualche mese. Ha fatto questo esorcismo e la madre racconta che prega sempre per espiare il demonio che la Celestina le ha portato. Insomma nessuno la vede per mesi e mesi solo la Ciuciu perché va a casa sua due volte a settimana a portarle l’olio santo e le ostie benedette. Racconta che passano insieme ore e ore a dire il rosario perché la Stella ha tanto bisogno di ritrovare la fede e forse si farà anche suora”.
“Invece....?” chiedo io che già mi sto accarezzando il pisello.
“Invece la Selma un giorno arriva a casa e le becca a letto, a 69, che leccano come vacche”.
“Ma cazzo dai.... e questo tu come fai a saperlo scusa?”.
“Perché la Selma quando le vede si incazza come una bestia. Inizia a urlare dietro alla figlia e insultare la perpetua. Prende la scopa e minaccia di dargliela in testa. Allora la Ciuciu scappa a gambe levate e la vedono uscire da casa della stella con gli scarponi nei piedi e i vestiti ancora in mano. Praticamente si veste in mezzo alla strada anche se molti l’hanno già vista e come se non bastasse sbuca la Selma con un paio di mutandoni in mano e li tira per strada “questa è roba tua puttanone!” e glieli tira dietro.
“Chissà come è la Ciuciu nuda. A me pare un uomo”.
“Ha le tette abbastanza grandi, tutto sommato belline e sotto è molto molto pelosa. Sembrano mutande di pelo” spiega zia.
“E tu questo scusa come lo sai?”.
“Perché quando è successa sta cosa è la Ciuciu correva nuda in strada con l’altra dietro con la scopa in mano tua nonna ed io le abbiamo viste passare. Abbiamo visto tutto dal balcone”.
“E non avete detto nulla?.
“Io no ma tua nonna è subito corsa sotto a chiamarla “vieni Adriana, vieni a nasconderti qui che se la Selma ti becca ti ammazza a bastonate”.
“E lei?” insisto con trepidazione mentre il cazzo mi è già tornato duro.
Zia mi fissa e fa un sorriso beffardo “Scommetto che ti stai già immaginando delle cosine sporche vero?”
“Non dovrei?”.
Zia Olga mi fa l’occhiolino. Si alza dal divano e apre un cassetto sotto al mobiletto dei liquori. Ravana un po’ e poi mi porge una polaroid ingiallita.
La guardo e il cazzo decolla tipo missile UZI. Ci sono lei, la nonna e la Ciuciu completamente nude. Abbracciate una all’altra in piedi nella nostra cucina e sorridono.
“Una foto ricordo di quel giorno” spiega zia.
“Ma cazzo pure le polaroid vi fate?”.
“Si a sviluppo istantaneo per non dover passare dal fotografo”.
“Mi sa che non è l’unica foto che vi siete fatte vero?”.
Sorride “si ma con calma. Quando sarà ora vedrai tutto. Per adesso ti basta questa e sappi che il cassetto è chiuso a chiave”.
“Hai paura che sbirci?”.
“Potresti farlo ma me ne avrei a male se lo facessi senza il mio permesso. Noi non ti nasconderemo nulla ma tu devi avere pazienza”.
“Stai tranquilla. Farò come dici tu. Comunque sta foto merita almeno una sega”.
“Te l’ho data apposta” annuisce la zia.
In effetti la Ciuciu ha davvero una ficona super pelosa e non posso non immaginare che effetto farebbe quel pelo nero coperto dalla mia calda sborra. Il pelo e magari anche la sua faccia da vecchia troia ovviamente.
Mi sego già di buona lena guardando sia la foto sia mia zia ancora nuda e invitante. Lascio la presa dal cazzo e la accarezzo, la abbraccio, la cingo a me e ci baciamo. Le nostre lingue si avvolgono mentre la nostra saliva si mischia calda e umida.
“Più che una sega mi andrebbe di farne una terza” sussurro.
La zia ha già allungato la mano sul mio uccello e lo sega per bene “Anche meglio tesoro di zia. Ma non essere egoista. Tua nonna è di sopra tutta sola e si sarà già svegliata dal riposino”.
“Vuoi che vado a farmela?”.
“Ancora meglio se ci andiamo assieme che ne dici?”.
“O si, molto meglio. Molto ma molto meglio zietta. Però porta anche la foto dai...”.
“Questo era scontato” ride zia e usando il mio cazzo tipo manico si alza in piedi e mi guida verso la camera della nonna che ci sta aspettando tutta nuda sul letto bella in forma dopo il riposino.
“Pensi che capiterà una occasione di vederla dal vivo la Ciuciu?”.
“Non credo ci saranno grossi problemi” annuisce Olga stringendomi il cazzo nella sua mano sempre più forte....

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